Antonio Cantiello

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Expos Solo (Listing)

Aggiunto il 14 set 2005

Il percorso artistico di Antonio Cantiello inizia sin da quando, ancora giovanissimo, inizia a frequentare alcuni pittori professionisti dai quali apprende le tecniche ed i segreti del mestiere.
Nel 1980 ha luogo la sua prima mostra personale che la critica ed il pubblico accolgono con entusiasmo, trampolino di lancio per proseguire sulla strada che lo vedrà sempre instancabile protagonista di una continua evoluzione artistica che continua a stupire e a raccogliere i migliori consensi.
L’atto creativo di questo artista si esprime attraverso una particolare attenzione al disegno e al colore che egli sapientemente sa padroneggiare e che rendono così fresche e piacevoli le sue opere.
All’attento osservatore che abbia voglia di soffermarsi, Antonio Cantiello mostra, attraverso l’apparente semplicità delle forme e dei soggetti della sua rappresentazione, l’intimo segreto della Natura. Il Segreto che non può essere svelato o codificato dalle leggi della ragione, ma solo intuito; il mistero che anima il mondo.
Antonio Cantiello ruba per noi, e ci propone, quell’istante fuggente della percezione in cui il mistero è svelato: così accade che l’oggetto della rappresentazione, come per magia, si trasformi in soggetto; soggetto cosciente, attivo, capace di stabilire con chi lo osserva un dialogo che non ha bisogno della codificazione del linguaggio.


Giuliana Ribaldi restauratrice






RECENTI ESPOSIZIONI:
Barcellona: Galleria “Aceas”
Bologna: Teatro del Navile
Bologna: Corte Isolani
Bruxelles: Musèe d’art Spontanè
Berlino: Galleria Pinna”
Ferrara: Galleria “Alba”
Firenze: Palagio di parte Guelfa
Lisbona: Galleria “A Dega”
Modena: Centro Studi L.A. Muratori
Palermo: Centro diffusione Arte
Ravenna: Galleria “Art Studio”
Roma: Galleria “Il Collezionista”
Salisburgo: Kuhnstmesse (Aretefiera)
Venezia:Galleria”Studio d’arte Due”


castello di Ferrara (fino al 2 settembre 2009)

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panneggio

Aggiunto il 14 set 2005

studio di panneggio
olio su tela
80x90

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Aggiunto il 14 set 2005

Il percorso artistico di Antonio Cantiello inizia sin da quando, ancora giovanissimo, inizia a frequentare alcuni pittori professionisti dai quali apprende le tecniche ed i segreti del mestiere.
Nel 1980 ha luogo la sua prima mostra personale che la critica ed il pubblico accolgono con entusiasmo, trampolino di lancio per proseguire sulla strada che lo vedrà sempre instancabile protagonista di una continua evoluzione artistica che continua a stupire e a raccogliere i migliori consensi.
L’atto creativo di questo artista si esprime attraverso una particolare attenzione al disegno e al colore che egli sapientemente sa padroneggiare e che rendono così fresche e piacevoli le sue opere.
All’attento osservatore che abbia voglia di soffermarsi, Antonio Cantiello mostra, attraverso l’apparente semplicità delle forme e dei soggetti della sua rappresentazione, l’intimo segreto della Natura. Il Segreto che non può essere svelato o codificato dalle leggi della ragione, ma solo intuito; il mistero che anima il mondo.
Antonio Cantiello ruba per noi, e ci propone, quell’istante fuggente della percezione in cui il mistero è svelato: così accade che l’oggetto della rappresentazione, come per magia, si trasformi in soggetto; soggetto cosciente, attivo, capace di stabilire con chi lo osserva un dialogo che non ha bisogno della codificazione del linguaggio.


Giuliana Ribaldi

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Aggiunto il 14 set 2005

Antonio Cantiello nasce nel 1955 e fin da ragazzo
comincia a dipingere i suoi primi quadri. Una forte spinta
interiore lo porta ad avvicinare alcuni pittori professionisti,
alla bottega dei quali, apprende i primi“sergreti del mestiere”.
Così ha inizio il suo cammino di ricerca artistica dove
l’introspezione e l’intimismo via via prendono forma fino a
diventare la sua sigla distintiva. Nel 1980 realizza la sua
prima mostra personale e i consensi arrivano sia dalla critica
che dal pubblico. Da allora,Cantiello prosegue nella sua
evoluzione e si susseguono nel tempo svariate occasioni
in cui, esponendo le propie opere in personali e collettive,
ottiene sempre lusinghieri successi



Antonio Cantiello ama rappresentare “cose”, come tanti pittori figurativi, ma con particolare attenzione al disegno e al colore che stende con il sapiente girare della punta del pennello quasi per accarezzare il disegno senza stravolgerne l’originalità progettuale, ne’ ignorare il momento felice del “vedere”e con sensibile accortezza personale di pittore della realta’ crea un’opera ... semplice ma luminosa e godibile.
Antonio Cantiello usa poco l’ombreggiare per far emergere il soggetto. Colora con toni calibrati in modo che il colore stesso crei profondità luminosa.
Piccole opere, perfette, che accetti a prima vista come poesie di una quotidianità vissuta e tradotta in immagini calde e senza stravolgimenti stilistici.
La pennellata “raggirante” e grassa sulla tela e il tocco magistralmente povero ma preciso, evitano piattezza e ovvietà esecutiva .
L’oggettività del soggetto non contraddice mai la sensibilità personale di Antonio Cantiello, anzi lo sospinge a maggior attenzione
ogni opera .... è !

Anton Celeste Simonini

Con “percezione dell’anima” è presente
presso la sala espositiva Q.Ghermandi di
Crevalcore l’artista modenese Antonio
Cantiello che espone un ricco repertorio
di dipinti ad olio e opere di grafica.
Emoziona l’osservatore l’elegante unifor-
mità di una narrazione imperniata sul te-
ma della “natura morta”, espressa in toni
caldi di colore ,elaborata su trasparenze
cromatiche scaturenti da un ampio uso di
velature, a testimonianza di proiettive
analisi condotte con lirica sensibilità poe-
tica fortemente intrisa di connotazioni
introspettive.
Le realizzazioni di Antonio Cantiello vi-
vono di un atto pittorico che si conferma
come positiva affermazione di un ricordo
o di una dichiarazione di entità concretiz-
zata in elementi di eletto dialogo artistico.
Ogni opera è declinata, così,a quella
“percezione dell’anima” che permea un
lessico delicato intriso di una certezza
spirituale di vita.
Enzo Dall’Ara


Ogni opera di Antonio Cantiello è una finestra
che si affaccia con innocente stupore su di un mondo
interiore che l’artista espolora guidato da un sentimento
leggero.
Ogni soggetto, ogni veduta, ogni figura, diventa così una
scoperta incantata, a volte struggente.
E l’incanto continua fino a farci percepire il profumo dei
fiori legati in mazzolini, e toccare la polvere che li ricopre.
E così nei paesaggi non compaiono persone, eppure,
se si presta attenzione si possono percepire le loro voci
arrivare ovattate da lontano .Come in certi assolati pomeriggi
estivi.
In questa realtà intimista, i ritmi quotidiani rallentano,
il tempo si dilata e allora ci è chiaro:
Cantiello non intende rappresentare i soggetti che dipinge,
ma la percezione della loro anima.
Mestro Pedrazzi

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