Antonio Cantiello

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Comunicato stampa

Aggiunto il 10 giu 2010



sabato 12 giugno 2010 alle ore 17.00

Fine:

martedì 22 giugno 2010 alle ore 19.30

Luogo: Firenze Galleria La Pergola 45R

Galleria "La Pergola", a pochi passi dal Duomo, da S.Croce, dalla SS.Annunziata.

Via:

la Pergola 45 rosso

Città/Paese:

Firenze, Italy

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Comunicato stampa

Aggiunto il 3 giu 2010



sabato 12 giugno 2010 alle ore 17.00

Fine:

martedì 22 giugno 2010 alle ore 19.30

Luogo:

Galleria "La Pergola", a pochi passi dal Duomo, da S.Croce, dalla SS.Annunziata.

Via:

la Pergola 45 rosso

Città/Paese:

Firenze, Italy

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Comunicato stampa

Aggiunto il 24 ago 2009

dal 21 agosto al 2 settembre 2009

sono in mostra al castello di Ferrara

nell'ambito della rassegna "Arte e musica"

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cantiello antonio in vetrina a fano art gallery 1/06 - 14/07/2011

Aggiunto il 14 set 2005

mostra a fano
Antonio Cantiello nasce nel 1955 a XCX. La sua passione per la pittura germoglia fin da giovanissimo e lo porta a frequentare gli studi di importanti pittori nei quali apprende le nozioni tecniche ed i segreti del mestiere ma, soprattutto, si confronta con essi. La formazione di Cantiello non è accademica e possiamo paragonarla a ciò che avveniva in una bottega medievale: il giovane Antonio ha cercato e scelto i suoi maestri.
Le sue opere colpiscono lo spettatore, siano esse nature morte o ritratti: esse rappresentano scene quotidiane, famigliari allo spettatore, però in esse l’ambientazione è sempre particolare; è proprio con queste atmosfere che Cantiello colpisce l’animo di chi guarda le sue opere.
Nella serie delle nature morte con manichini, il pittore sembra dare una lettura dell’uomo contemporaneo che ha perso i tratti dei suoi lineamenti: le teste sono senza volto, le mani senza dita. L’uomo del XXI secolo è paragonato ad un manichino che può fare solo pochi e ripetitivi gesti. Dietro a questo si intravede la paura di una classe di burattinai, di perdere il loro potere. I manichini in legno sono privi di una forza motrice, ma animati solo dall’inerzia della ripetitività.
In queste opere si percepisce anche inquietudine ed angoscia generata, oltre che dalla particolare luce, dal fatto che gli oggetti che compaiono in queste composizioni (tutti di uso comune come piccole tele, conchiglie, pennelli o barattoli) a confronto dei piccoli manichini assumono proporzioni gigantesche e incombono sui potenti manichini inanimati.
In queste pitture è protagonista la luce, e naturalmente l’ombra che essa proietta sugli oggetti; ecco come si genera il senso di inquietudine dei quadri del maestro Cantiello. Anche i ritratti hanno una forte carica emotiva e scrutano nei dettagli degli effigiati: ad esempio nei capelli grigi o ricci e nelle imperfezioni dell’epidermide. È sempre la luce ad essere la protagonista ed a far uscire la forza vitale delle persone ritratte che, al contrario dei manichini, sono uomini eroi, che con la loro volontà interiore cercano di controbattere lo scorrere della vita (per questo motivo molti di questi sono rappresentati nell’atto di leggere o meditare un libro). Il pittore ci offre una via d’uscita per evitare di trasformarci in manichini.
“Guardando il cielo” è un doppio ritratto, pieno di significati simbolici. Ad una prima visione dell’opera colpisce il contrasto tra il ragazzo e l’uomo maturo, però entrambi hanno una meta comune, l’osservazione del cielo. Un unico punto ed ognuno cerca di assimilare la visione, a noi interdetta, secondo la propria sensibilità. L’artista ci ripropone il tema classico dell’evoluzione della vita, probabilmente personalizzato da un nonno ed un nipote.
Infine, dopo aver esaminato il simbolismo dell’arte del maestro Antonio Cantiello, non ci si può non soffermare sull’accurata tecnica esecutiva della sua pittura: il pennello stende il colore in maniera sintetica a macchie o descrive accuratamente i dettagli ad esempio delle epidermidi, oppure la luce si impossessa del colore e trasfigura la corporeità materiale dell’oggetto.

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Virtuosismi d'autore

Aggiunto il 14 set 2005

dal 12 di giugno al 22
presso la galleria D'Arte
" LA PERGOLA"

Antonio Cantiello virtuosismi d' autore

Parlare dell' arte di Antonio Cantiello è come risolvere una grande ed immaginaria equazione binaria che ci da un risultato sicuro, quello artistico e stilistico di cui l' autore è maestro.
Un classico personalizzato si ritrova nei ricorrenti interni che ci immettono nel suo mondo creativo: lo studio, i manichini che lo rappresentano; tutto ruota intorno a questo concentrato d' idee e di sensazioni che da abile ed esperto maestro sistema sulla tela fino a raggiungere un effetto di dimensione scalanti ed accrescitive che qualificano una sua pittura di corale esistenzialità.
Cantiello è l' "essere" come conoscitore, come interprete, come fine ritrattista di tutti i suoi lavori che hanno una gamma che s' intreccia e si riconduce al primordio umano dell' espressività fino ad arrivare alla trans-avanguardia ed agli espressionisti del terzo millennio.
Un pittore di interessante e difficoltosa catalogazione per quei suoi infiniti accordi mentali che lo accumunano alle sue tele.
Pittura di alta spiritualità ed ingegno creativo che inagura una contemporaneità suggestiva piena di esperienze e di studiosa ricerca.
Tutto questo incontro di sottile ritmata cromia induce a visitare questa essenza artistica dell' uomo Antonio che si identifica con le sue tele.
Irrivirenti sembrerebbero gli accostamenti ai grandi maestri del passato quali Cafiero Filipelli per gli interni e Ottone Rosai per le nature morte, ma di questi ha la risolutezza espressiva e la soluzione personale che lo accumuna a quel cerchio ristretto di autori che guardando le loro opere sono subito individuabili per cifra originale ed innata maestria.

Michael Musone 25 05 2010 Firenze






GALLERIA LA PERGOLA ARTE - Via della Pergola 45 rosso 50121 FIRENZE -

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Expos Solo (Listing)

Aggiunto il 14 set 2005

Il percorso artistico di Antonio Cantiello inizia sin da quando, ancora giovanissimo, inizia a frequentare alcuni pittori professionisti dai quali apprende le tecniche ed i segreti del mestiere.
Nel 1980 ha luogo la sua prima mostra personale che la critica ed il pubblico accolgono con entusiasmo, trampolino di lancio per proseguire sulla strada che lo vedrà sempre instancabile protagonista di una continua evoluzione artistica che continua a stupire e a raccogliere i migliori consensi.
L’atto creativo di questo artista si esprime attraverso una particolare attenzione al disegno e al colore che egli sapientemente sa padroneggiare e che rendono così fresche e piacevoli le sue opere.
All’attento osservatore che abbia voglia di soffermarsi, Antonio Cantiello mostra, attraverso l’apparente semplicità delle forme e dei soggetti della sua rappresentazione, l’intimo segreto della Natura. Il Segreto che non può essere svelato o codificato dalle leggi della ragione, ma solo intuito; il mistero che anima il mondo.
Antonio Cantiello ruba per noi, e ci propone, quell’istante fuggente della percezione in cui il mistero è svelato: così accade che l’oggetto della rappresentazione, come per magia, si trasformi in soggetto; soggetto cosciente, attivo, capace di stabilire con chi lo osserva un dialogo che non ha bisogno della codificazione del linguaggio.


Giuliana Ribaldi restauratrice






RECENTI ESPOSIZIONI:
Barcellona: Galleria “Aceas”
Bologna: Teatro del Navile
Bologna: Corte Isolani
Bruxelles: Musèe d’art Spontanè
Berlino: Galleria Pinna”
Ferrara: Galleria “Alba”
Firenze: Palagio di parte Guelfa
Lisbona: Galleria “A Dega”
Modena: Centro Studi L.A. Muratori
Palermo: Centro diffusione Arte
Ravenna: Galleria “Art Studio”
Roma: Galleria “Il Collezionista”
Salisburgo: Kuhnstmesse (Aretefiera)
Venezia:Galleria”Studio d’arte Due”


castello di Ferrara (fino al 2 settembre 2009)

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panneggio

Aggiunto il 14 set 2005

studio di panneggio
olio su tela
80x90

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Aggiunto il 14 set 2005

Il percorso artistico di Antonio Cantiello inizia sin da quando, ancora giovanissimo, inizia a frequentare alcuni pittori professionisti dai quali apprende le tecniche ed i segreti del mestiere.
Nel 1980 ha luogo la sua prima mostra personale che la critica ed il pubblico accolgono con entusiasmo, trampolino di lancio per proseguire sulla strada che lo vedrà sempre instancabile protagonista di una continua evoluzione artistica che continua a stupire e a raccogliere i migliori consensi.
L’atto creativo di questo artista si esprime attraverso una particolare attenzione al disegno e al colore che egli sapientemente sa padroneggiare e che rendono così fresche e piacevoli le sue opere.
All’attento osservatore che abbia voglia di soffermarsi, Antonio Cantiello mostra, attraverso l’apparente semplicità delle forme e dei soggetti della sua rappresentazione, l’intimo segreto della Natura. Il Segreto che non può essere svelato o codificato dalle leggi della ragione, ma solo intuito; il mistero che anima il mondo.
Antonio Cantiello ruba per noi, e ci propone, quell’istante fuggente della percezione in cui il mistero è svelato: così accade che l’oggetto della rappresentazione, come per magia, si trasformi in soggetto; soggetto cosciente, attivo, capace di stabilire con chi lo osserva un dialogo che non ha bisogno della codificazione del linguaggio.


Giuliana Ribaldi

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Aggiunto il 14 set 2005

Antonio Cantiello nasce nel 1955 e fin da ragazzo
comincia a dipingere i suoi primi quadri. Una forte spinta
interiore lo porta ad avvicinare alcuni pittori professionisti,
alla bottega dei quali, apprende i primi“sergreti del mestiere”.
Così ha inizio il suo cammino di ricerca artistica dove
l’introspezione e l’intimismo via via prendono forma fino a
diventare la sua sigla distintiva. Nel 1980 realizza la sua
prima mostra personale e i consensi arrivano sia dalla critica
che dal pubblico. Da allora,Cantiello prosegue nella sua
evoluzione e si susseguono nel tempo svariate occasioni
in cui, esponendo le propie opere in personali e collettive,
ottiene sempre lusinghieri successi



Antonio Cantiello ama rappresentare “cose”, come tanti pittori figurativi, ma con particolare attenzione al disegno e al colore che stende con il sapiente girare della punta del pennello quasi per accarezzare il disegno senza stravolgerne l’originalità progettuale, ne’ ignorare il momento felice del “vedere”e con sensibile accortezza personale di pittore della realta’ crea un’opera ... semplice ma luminosa e godibile.
Antonio Cantiello usa poco l’ombreggiare per far emergere il soggetto. Colora con toni calibrati in modo che il colore stesso crei profondità luminosa.
Piccole opere, perfette, che accetti a prima vista come poesie di una quotidianità vissuta e tradotta in immagini calde e senza stravolgimenti stilistici.
La pennellata “raggirante” e grassa sulla tela e il tocco magistralmente povero ma preciso, evitano piattezza e ovvietà esecutiva .
L’oggettività del soggetto non contraddice mai la sensibilità personale di Antonio Cantiello, anzi lo sospinge a maggior attenzione
ogni opera .... è !

Anton Celeste Simonini

Con “percezione dell’anima” è presente
presso la sala espositiva Q.Ghermandi di
Crevalcore l’artista modenese Antonio
Cantiello che espone un ricco repertorio
di dipinti ad olio e opere di grafica.
Emoziona l’osservatore l’elegante unifor-
mità di una narrazione imperniata sul te-
ma della “natura morta”, espressa in toni
caldi di colore ,elaborata su trasparenze
cromatiche scaturenti da un ampio uso di
velature, a testimonianza di proiettive
analisi condotte con lirica sensibilità poe-
tica fortemente intrisa di connotazioni
introspettive.
Le realizzazioni di Antonio Cantiello vi-
vono di un atto pittorico che si conferma
come positiva affermazione di un ricordo
o di una dichiarazione di entità concretiz-
zata in elementi di eletto dialogo artistico.
Ogni opera è declinata, così,a quella
“percezione dell’anima” che permea un
lessico delicato intriso di una certezza
spirituale di vita.
Enzo Dall’Ara


Ogni opera di Antonio Cantiello è una finestra
che si affaccia con innocente stupore su di un mondo
interiore che l’artista espolora guidato da un sentimento
leggero.
Ogni soggetto, ogni veduta, ogni figura, diventa così una
scoperta incantata, a volte struggente.
E l’incanto continua fino a farci percepire il profumo dei
fiori legati in mazzolini, e toccare la polvere che li ricopre.
E così nei paesaggi non compaiono persone, eppure,
se si presta attenzione si possono percepire le loro voci
arrivare ovattate da lontano .Come in certi assolati pomeriggi
estivi.
In questa realtà intimista, i ritmi quotidiani rallentano,
il tempo si dilata e allora ci è chiaro:
Cantiello non intende rappresentare i soggetti che dipinge,
ma la percezione della loro anima.
Mestro Pedrazzi

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